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Ciclamina
Intervista a Gerardo Raimo
CICLAMINA 2010 - PARCO ECO-ARCHEOLOGICO
PONTECAGNANO - 9 MAGGIO 2010
24 ANNI DI CICLAMINA
Il 9 maggio in tutto il Paese si è svolta la prima edizione della “Giornata nazionale della bicicletta”, un’iniziativa voluta dal Ministero dell’Ambiente per sottolineare come una mobilità alternativa ed ecocompatibile può essere effettivamente realizzabile. Sulle pagine del sito ufficiale si legge: “La bicicletta è sinonimo di salute, semplicità ed entusiasmo, essendo il primo mezzo di locomozione che ogni bambino riceve nella propria vita, un simbolo di ecocompatibilità contrario alla frenesia della vita urbana e all’inquinamento grazie all’assenza di emissioni velenose per l’aria.”
Lo stesso messaggio è lanciato dal nostro circolo con Ciclamina, l’attesissimo appuntamento che da 24 anni coinvolge gran parte della cittadinanza. Si tratta della manifestazione più longeva nel territorio ma tra le meno “ascoltate” dalle istituzioni. Non un metro di pista o corsia ciclabile è stato infatti progettato dalle Amministrazioni, non un cenno di passerella, non un semaforo specializzato, non un’area di deposito e noleggio di bici.Eppure, ogni anno, Ciclamina dimostra che oltre 3 mila concittadini sono pronti all’uso della bici se è garantito loro un minimo di sicurezza.
Gerardo Raimo
CICLAMINA 2010: In ricordo di Peppino Impastato, contro ogni illegalità
Il consueto appuntamento con Ciclamina quest’anno si è svolto il 9 maggio. La data non è casuale. Ricorre, infatti, l’anniversario della morte di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel 1978.
L’intenzione degli organizzatori della manifestazione è di ricordare e omaggiare la memoria di un giovane uomo che ha perso la vita per opporsi alla violenza e prepotenza della mafia nel piccolo paese siciliano di Cinisi; divenendo modello per tanti che si battono per la legalità, il vivere civile e i diritti più elementari. La figura di Impastato, così ben tratteggiata nel film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, utilizza uno strumento molto originale per colpire i mafiosi, l’ironia sottile, tagliente che ridicolizza i boss e li espone al pubblico ludibrio, ma anche la creatività, l’allegria che non è spensieratezza. Peppino porta su di sé tutto il peso della missione che ha intrapreso ben sapendo che la sua vita è segnata. La leggerezza, solo apparente, di Peppino Impastato, noi di Legambiente la prendiamo in prestito per sottolineare quello che non condividiamo nella nostra città e nel nostro Paese. Andiamo in giro festanti in bicicletta, non solo per promuovere un’idea di trasporto sostenibile ma per sottolineare che non ci sono spazi per poter pedalare a Pontecagnano, che girare in bici in città è pericoloso e che le nostre richieste continuano a cadere nel vuoto.
Ricordare Peppino Impastato vuol dire testimoniare la nostra posizione contro tutte le manifestazioni di illegalità grandi e piccole che si realizzano intorno a noi, cerchiamo di imitare il coraggio di un ragazzo che ha deciso di non piegarsi, che ha rinunciato ai suoi affetti più cari pur di servire la sua coscienza e svegliare quella di tanti cha ancora nel suo nome combattono l’illegalità, divenuta sistema nel nostro tempo.
L’importanza della memoria è più che mai necessaria in un paese come l’Italia in cui l’oblio copre tutto e si fa di tutto per anestetizzare le coscienze. Noi vogliamo tenere viva la memoria e agire perchè nessuno usurpi il nostro futuro. Il coro che echeggia nell’ultima scena del film, durante il funerale del giovane, recita:“ Peppino è vivo e lotta insieme a noi!”, questo é il pensiero che ha accomunato tutti noi che domenica abbiamo pedalato per le strade della nostra città.
Francesca Ferro