Lecobollettino.it - Sito ufficiale de L'Eco - Bollettino gratuito di Legambiente


Vai ai contenuti

Goletta Verde in Campania

Eco NEWS

Goletta Verde in Campania
Brutte notizie per il nostro mare

NAPOLI (30 luglio) - Ventidue punti della costa campana fortemente contaminati, valori di inquinamento al di sopra dei limiti consentiti per lo scarico a valle del depuratore Cuma nel comune di Pozzuoli, stato di fiumi e corsi d'acqua minori in gravissime condizioni. È il nuovo allarme lanciato da Goletta Verde di Legambiente, al termine della tappa campana, conclusa oggi, che sottolinea come per restituire un futuro al mare della regione occorra un intervento coordinato sul fronte dei depuratori e dei collettori fognari e dice: «Il mare risulta pulito per decreto». Su 24 dei punti sottoposti ad analisi 22 risultano essere fortemente inquinati e in 16 casi i responsabili sono foci di fiumi, torrenti e fiumane. Sorvegliati speciali anche depuratori, scarichi di tubi, condotte e canali, che rappresentano gli altri punti esaminati.

immagine non disponibile

In 10 casi su 22, le acque sono risultate talmente contaminate da non poter quantificare le colonie di microrganismi presenti per millilitro d'acqua. Maglia nera, dunque per la Campania, unica regione d'Italia nella quale si è verificato un caso simile. Dalle analisi emerge anche il grave rischio anche per le zone limitrofe a foci e scarichi. Tra questi anche uno scarico fognario nel Comune di Pozzuoli e quello di una condotta sottomarina a Mondragone. Gravemente contaminate le foci dei fiumi Lagno Vesuviano, Licola, Sarno, Irno, Picentino, Testene, Sele, Solofrone, Rio dell'Arena, Tusciano, Volturno, Regi Lagni, Torrente Savone e Garigliano, l'Alveo Volla, e dei laghi Averno e Lucrino. Eppure, sottolinea Legambiente, «il mare risulta pulito per decreto: con le nuove norme sulla balneazione sono stati riaperti tutti i tratti di mare interdetti fino allo scorso maggio». «L'Italia - ha detto Gianluca della Campa, portavoce Goletta Verde e responsabile iniziative associative Legambiente - ha approfittato dell'opportunità concessa dalla direttiva comunitaria sulla balneabilità per allargare le maglie a partire dall'estate 2010 e sono stati classificati come balneabili alcuni punti che invece non lo erano».Così in Campania, a fine giugno, sono stati classificati balneabili i 10 punti temporaneamente interdetti alla balneazione fino allo scorso maggio, prima, cioè, che entrasse in vigore la nuova normativa. «I problemi delle acque e delle coste campane non possono essere risolti in pochi mesi - ha affermato Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania - e le principali responsabilità sono di Regione, Province e Comuni che devono mettere la parola fine a questo scandalo». Bene pochi Comuni della regione, ricorda Legambiente, si salvano dai guai, per lo più concentrati nella provincia di Salerno (5 vele sono andate ai Comuni di Pollica-Acciaroli e Pioppi).

Home | Chi siamo | Eco NEWS | Eventi | Download | Ciclamina | Eco-Guide | Utenti | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu